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venerdì 28 gennaio 2011

L'abbuffata

L'abbuffata, di Mimmo Calopresti, con Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera, Lorenzo Di Ciaccia, Diego Abatantuono, Mimmo Calopresti, Valeria Bruni Tedeschi, Donatella Finocchiaro, Gérard Depardieu, Nino Frassica, Steve Della Casa - Italia, 2007.  
Punteggio ★★

Prima o poi, quando un regista "autore" è in crisi creativa fa un film su un regista "autore" in crisi creativa. Così sembra essere anche per Calopresti con L'abbuffata. Per fortuna che, a differenza di altri suoi colleghi più incupiti, la prende con allegria e il tocco è lieve. Anziché le solite lunghe sequenze onirico-meditative cui siamo abituati in questi casi, assistiamo alle peripezie di un gruppo di ragazzi in un paesino del Sud che vogliono fare un film con un "Maestro", cioè il grande regista in crisi ritiratosi nel paese natio, che assiste ai loro sforzi impotente e astioso (ottimo Abatantuono nella parte).
Un po' di scene stancamente critiche sul mondo del cinema e della televisione, qualche spunto sentimentale, un paio di camei di amici e critici cinematografici, belle inquadrature del paesino calabrese sul mare. Insomma, un film decentemente non riuscito che si lascia guardare.[FP]

domenica 23 gennaio 2011

Qualunquemente

Qualunquemente Regia: Giulio Manfredonia; soggetto e sceneggiatura: Antonio Albanese; interpreti: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano. Italia, 2011. 
Punteggio ★★   

La cosa che più convince di questo film è il presupposto da cui parte: in un paese in cui la realtà politica supera la finzione, drammatica e comica, non è più possibile fare satira, resta solo il grottesco. E così è il film. Mi è però difficile trovare il taglio giusto per commentarlo.
Andiamo per pezzi separati. Il primo è che non fa ridere. Non c'è una sola scena che strappi, non dico una risata, ma neanche un sorriso. Poi, mi vien da dire che la componente di critica politica è tanto condivisibile quanto scontata. Infine, Antonio Albanese, che ha ideato il soggetto/personaggio e si è scritto addosso la sceneggiatura, è bravissimo ad esprimere il suo personaggio, che tiene in quasi tutto il film.
Come tutti sanno, l'imprenditore Cetto La Qualunque è l'uomo che i "furbi" di un paesino della Calabria, al suo ritorno da un periodo di "necessaria" latitanza, decidono di far scendere in campo nelle elezioni comunali. Cetto raccoglie in sé tutte le caratteristiche che nella società locale danno il successo: corrotto, amorale, volgare, razzista, maschilista. E, come se non bastasse, dichiara e urla ai quattro venti queste sue caratteristiche, come fossero dei meriti.  Il tono scelto dal regista e dal protagonista è un grottesco fatto di eccessi. Ogni situazione è volutamente spinta oltre la misura ma sempre "poco" oltre la misura, cioè sempre vicina alla realtà. La novità, e l'elemento peculiare del personaggio e del film, sta nel dirlo ,nel teorizzarlo, nell'esibirlo. Esemplare in questo senso la frase che Cetto dice al figlio: "Presto io sarò sindaco e tu per legge sarai vicesindaco". [FP]

sabato 15 gennaio 2011

Un giorno nella vita

Un giorno nella vita. Regia, soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Papasso.;interpreti: Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux, Domenico Fortunato, Mia Benedetta; durata 87'; 2011.
Punteggio ★★

Fare un film sulla passione di un bambino per il cinema in un paesino del Sud Italia a metà degli anni '60 dopo Nuovo Cinema Paradiso è una missione impossibile. Giuseppe Papasso, autore di soggetto, sceneggiatura e regia (ci credeva proprio) di questo film che inevitabilmente attinge al deja vu, non ne esce però completamente sconfitto. Sebbene ogni tanto la retorica superi il già elevato tasso consentito per un soggetto come questo, va a suo merito aver ridotto le componenti elegiache e di "invenzione della nostalgia" e aver dato spazio alla lotta, ma sarebbe meglio dire gara pacifica, fra le due Chiese imperanti in Italia dopo la guerra: quella cattolica e quella comunista. Il risultato è una guardabile variante di Don Camillo e Peppone, con qualche spruzzo di Marcellino pane e vino e Cosmonauta. Vediamo così scenette di vita quotidiana tanto dei militanti comunisti quanto delle bigotte della chiesa e vediamo belle inquadrature della campagna meridionale.
Maria Grazia Cucinotta, mostra un apprezzabile e crescentre profilo da attrice matura. Alessandro Haber sempre simpatico.[FP]
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lunedì 3 gennaio 2011

Benvenuti al Sud

Benvenuti al Sud. Regia: Luca Miniero; soggetto: dal film Giù al Nord di Dany Boon; sceneggiatura: Massimo Gaudioso; interpreti: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone - Italia, 2010. 
Punteggio ★★1/2

Fedele e felice riproposizione del megasuccesso francese Giù al nord, con un tocco di colore/calore mediterraneo in più. I fuochi artificiali notturni al posto delle campane sono più suggestivi.
La storia del direttore delle poste lombardo che viene trasferito al sud e, con tanto di giubbotto antiproiettile addosso, parte in preda al terrore di finire nella terra dei selvaggi mafiosi, salvo poi scoprire una umanità indimenticabile è divertente, così come sono divertenti alcune prese in giro della "cultura" leghista, dalle "Rondinelle" (le ronde delle signore) all'Accademia del Gorgonzola.
Bisio molto bravo nella parte. L'antipatia naturale di Finocchiaro è messa una volta tanto al servizio del ruolo che interpreta. Valentina Lodovini buon esempio di attrice italiana capace e piacevole. [FP]
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