lunedì 14 febbraio 2011

Il nascondiglio

Il nascondiglio, di Pupi Avati, con Laura Morante, Rita Tushingham, Burt Young, Treat Williams, Yvonne Sciò, Sydne Rome, Angela Goodwin - Italia, 2007. 
Punteggio ★★  

Pupi Avati torna ai suoi primi amori, l'horror e l'America, con questa vicenda di una casa maledetta e una protagonista ignara che va ad abitarci. La storia è scontata ma è la dimostrazione che un bravo regista riesce a catturare l'attenzione senza effetti speciali e con qualunque materiale. Così è per Avati, che, pur facendo il matrimono con i classici fichi secchi, si fa comunque seguire fino al finale (in)atteso.
Opportuna la scelta come protagonista di Laura Morante, portatrice di un'immagine di donna nevrotica al limite dell'insopportabilità (peggio di lei c'è solo Margherita Buy) ma che proprio per questo si rivela adatta alla parte. Intorno a lei, una serie di comprimari che ricordano altre epoche gloriose del cinema: Rita Tushingam, Burt Kennedy, Treat Williams, Sidney Rome, Angela Goodwin. [FP]
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martedì 8 febbraio 2011

Manuale d'amore

Manuale d'amore. di Giovanni Veronesi. Con Carlo Verdone, Sergio Rubini, Margherita Buy, Luciana Littizzetto, Jasmine Trinca - Italia, 2005. 
Punteggio ★1/2   

Nell'imminenza del terzo episodio di quella che si va configurando come una serie, ho provato a ripartire dall'inizio ma l'esito  è stato abbastanza scarso. 
Quattro episodi non connessi tra di loro - innamoramento, crisi, tradimento, abbandono - vorrebbero rappresentare, ovviamente in maniera arguta e spiritosa, casistiche ricorrenti delle dinamiche amorose. Piatti, banali, scontati, non incuriosiscono, non divertono.
Tanti attori famosi, poche le interpretazioni valide. Fra queste ultime svetta la prova di Rubini; dignitosi Verdone e Littizzetto; insopportabile cucciolone-Muccino. [FP]
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venerdì 4 febbraio 2011

Maschi contro femmine

Maschi contro femmine, di Fausto Brizzi, con Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Carla Signoris, Nicolas Vaporidis, Giorgia Wurth, Claudio Bisio, Nancy Brilli, Giuseppe Cederna, Luciana Littizzetto - 2010.
Punteggio ★★   

Varie storie si sviluppano e si intersecano a comporre un mosaico sui pasticci della vita e soprattuto dell'amore. Decisamente nulla di originale ma la confezione è abbastanza curata e il risultato si lascia vedere. Brizzi non è certo un autore ma sa fare il suo mestiere, gli attori sono noti e bravi, i dialoghi cuciti su di loro. Il tono generale evita opportunamente gli sviluppi (troppo) farseschi. Evita anche, meno opportunamente, qualunque accenno al mondo che sta al di fuori delle storielle dei vari personaggi. La realtà sociale non esiste.
Fabio De Luigi e Carla Signoris bravissimi. Nicola Vaporidis inguardabile. [FP]
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mercoledì 2 febbraio 2011

Commediasexy

Commediasexy, di Alessandro D'Alatri, con Sergio Rubini, Paolo Bonolis, Margherita Buy, Michele Placido, Stefania Rocca, Elena Santarelli, Rocco Papaleo - Italia, 2006. 
Punteggio ★★1/2   

L'uomo importante, in questo caso un politico, che per non destare sospetti chiede all'amante di fingere di essere fidanzata con il suo autista, con tutti i prevedibili sviluppi, non è un'idea nuova. Merito di D'Alatri è però quello di riuscire a condurre tutta la vicenda sul piano della decenza senza sbracature caserecce, aiutato in questo anche da un cast ben scelto di attori che sanno recitare. Altro merito è di aver saputo evitare lo sviluppo più scontato delle storie di questo tipo e cioè che i finti fidanzati si innamorino per davvero, per lasciare invece spazio a un po' di critica sociale che, pur senza essere al vetriolo, è ahimé vicina allo squallore dell'Italia di oggi.
Fra gli attori, i voti migliori vanno a Rubini e Placido. Decenti Rocca, Buy e Santarelli nelle rispettive parti. Papaleo sempre simpatico. Una sorpresa Bonolis. [FP]
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martedì 1 febbraio 2011

Materiali - Riscoprire Alberto Lattuada

Alberto Lattuada è un grande regista che merita di essere riscoperto. Due iniziative sono particolarmente benvenute. 
La prima è l' Omaggio a Alberto Lattuada, un progetto del Museo Nazionale del Cinema e dell’AIACE Nazionale in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Fondazione Cineteca Italiana e Cineteca del Comune di Bologna che inizia oggi al cinema Massimo di Torino  (vedi il programma completo).  
La seconda è la concomitante pubblicazione dell’AIACE nazionale del volume Alberto Lattuada di Gianni Volpi con un’introduzione di Goffredo Fofi.

Dalla presentazione di Goffredo Fofi alla rassegna del cinema Massimo, pubblicata su La Rivista del Cinema, stralciamo alcuni passi significativi:

" Alberto Lattuada è stato uno dei grandi registi del cinema europeo (...). Non fu spontaneo e nuovo, avventuroso e scapigliato come un Rossellini, ma neanche catto-populista come un Zavattini, e visse il passaggio dal vecchio al nuovo, dentro la guerra mondiale e nel dopoguerra, rifugiandosi prima nellOttocento e nella sua cultura ma aprendosi poi alla rinascita del paese e del cinema con la spregiudicatezza dei colti di salda morale, di coloro che sanno cosa e bene perisca e come e bene ammazzarlo.

Il suo doppio binario, del passato e del presente, batte peraltro, quanto alla tradizione, una strada russa (Puškin, Gogol, Bulgakov...) e una italiana (Machiavelli, De Marchi, DAnnunzio e Bacchelli, al passato, un Verga attualizzabile e attualizzato, e al loro presente Brancati,
Piovene, Chiara, Berto (...)). 

Nelle sue rotture e cesure vi fu la piena coscienza che il vecchio doveva morire e che bisognava inventare il nuovo, ma anche la convinzione che certe radici fossero ancora salde e non andassero tagliate, quelle radici che erano appunto morali e borghesi, lo sguardo di
quella borghesia che aveva voluto essere di modello al paese, con un forte sentimento della responsabilita collettiva nella crescita e nello sviluppo la Milano di Cattaneo, e poi degli industriali alla Falck e alla Pirelli, della grande editoria colta e popolare cui quella odierna
ha voltato rabbiosamente e, a ben vedere, masochisticamente le spalle. Con laggiunta della fotografia, della musica, della poesia...  (...)

Merito non secondario, soprattutto se si confronta il suo cinema con quello attuale, fu lattenzione ai personaggi femminili, ai caratteri femminili, la piu costante e varia, rispettosa e acuta di tutto il nostro cinema e di quasi tutta la nostra letteratura (...).
Meno deciso, piu disponibile nei confronti del mercato di un Fellini o di un Antonioni, il segno che Lattuada ha lasciato e meno forte ed evidente del loro, ma Autore con la maiuscola lo e stato a pieno titolo e il suo posto nella storia del nostro cinema e della nostra cultura e di primo piano, e lo si valuta oggi con unammirazione e con un rispetto che crescono nel tempo, e nella revisione e ri-conoscenza delle opere. "

venerdì 28 gennaio 2011

L'abbuffata

L'abbuffata, di Mimmo Calopresti, con Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera, Lorenzo Di Ciaccia, Diego Abatantuono, Mimmo Calopresti, Valeria Bruni Tedeschi, Donatella Finocchiaro, Gérard Depardieu, Nino Frassica, Steve Della Casa - Italia, 2007.  
Punteggio ★★

Prima o poi, quando un regista "autore" è in crisi creativa fa un film su un regista "autore" in crisi creativa. Così sembra essere anche per Calopresti con L'abbuffata. Per fortuna che, a differenza di altri suoi colleghi più incupiti, la prende con allegria e il tocco è lieve. Anziché le solite lunghe sequenze onirico-meditative cui siamo abituati in questi casi, assistiamo alle peripezie di un gruppo di ragazzi in un paesino del Sud che vogliono fare un film con un "Maestro", cioè il grande regista in crisi ritiratosi nel paese natio, che assiste ai loro sforzi impotente e astioso (ottimo Abatantuono nella parte).
Un po' di scene stancamente critiche sul mondo del cinema e della televisione, qualche spunto sentimentale, un paio di camei di amici e critici cinematografici, belle inquadrature del paesino calabrese sul mare. Insomma, un film decentemente non riuscito che si lascia guardare.[FP]

giovedì 27 gennaio 2011

ma che Storia ...

ma che Storia… Regia: Gianfranco Pannone
; Produzione: Cinecittà Luce, in collaborazione con Produzione Straordinaria
; durata: 80′ - Italia, 2010

Punteggio ★★1/2   

Link
YouTube (trailer)
blog del regista Gianfranco Pannone


Il documentario è un’opera di montaggio di materiali tratti dall’Archivio storico Luce con un approccio che mescola il registro drammatico a quello comico o ironico.
Il regista alterna immagini celebrative del Risorgimento e dei suoi “eroi”, prodotte nel corso del Novecento, e immagini che illustrano alcuni momenti cruciali della storia d’Italia (tralasciando gli ultimi trent’anni). Sono utilizzati molti filmati che documentano gli aspetti  popolari del nostro paese, con particolare attenzione per i canti popolari (selezionati da Ambrogio Sparagna), che impreziosiscono il documentario e richiamano la presenza, nelle vicende del Paese, di una tradizione popolare, contadina in particolare, che si contrappone alla retorica degli eventi così come sono raccontati dalle fonti ufficiali. L’altro innesto estraneo al materiale dell’Archivio Luce è costituito dalla lettura di alcuni testi che riflettono sulla nostra storia e sulla nostra identità (dal Leopardi di All’Italia all'Arbasino di Un paese senza, dall’Alianello di L’eredità della priora al Vassalli di L’italiano).
Le immagini che si intrecciano in sequenza sono anche molto disparate tra loro ma questa disorganicità rapsodica (comunque inferiore e meno “disturbante” rispetto al Concerto italiano di Italo Moscati) risponde forse alla domanda che il regista si è posto nelle sue Note di regia: “Mi sono più volte chiesto se, come me, anche la gente di questo Paese creda che la storia d'Italia, specie quella unitaria, sia difficile da rinchiudere in risposte nette, univoche. Ecco perché ho sentito il bisogno di questo film e di intitolarlo ma che Storia”.  [PG]